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Calais, la «Giungla» dei migranti si svuota

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Posted on: 10/24/16

Ha preso il via questa mattina lo sgombero del campo profughi di Calais, il più grande di Francia. I migranti, per lo più afgani, eritrei e sudanesi, si sono messi in coda con alla mano le valigie e i loro pochi beni, per essere trasferiti nei 450 centri che il governo francese ha aperto su tutto il territorio.



LE AUTORITA': SGOMBERO SENZA PROBLEMI "Tutto si sta svolgendo normalmente, in modo organizzato e metodico": lo ha detto il prefetto del Nord-Pas-de-Calais, Fabienne Buccio, intervistata da BFM-TV nel giorno del grande sgombero della tendopoli dei migranti del nord della Francia. Per ora, ha aggiunto la Buccio, sono partiti "17 pullman con 711 migranti a bordo. Altri tre bus stanno per partire". - Lo sgombero della tendopoli di Calais, la cosiddetta giungla dei migranti nel nord della Francia, si sta svolgendo in modo "calmo" ed è "sotto controllo": lo ha detto il ministro francese dell'Interno, Bernard Cazeneuve, sottolineando che la Francia sta facendo di tutto perché l'evacuazione si svolga nel migliore dei modi.  

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(Prima della partenza ai migranti viene messo un braccialetto rosso, Lapresse.)

IL VESCOVO JAEGER: SURPLUS DI RISPETTO. Un appello perché le operazioni di sgombero in atto in queste ore a Calais si svolgano con "un surplus di dignità e rispetto, soprattutto nei riguardi dei minori, delle donne sole e delle persone che si trovano in condizioni di salute precarie". A lanciarlo è il vescovo di Arras, monsignor Jean-Paul Jaeger, sul cui territorio si trova la "giungla" di Calais.

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(I migranti caricano i bagagli prima si salire sul bus che li porta via dalla "Giungla", Lapresse).



PRONTI CON I BAGAGLI. Nelle ultime settimane, il personale dello Stato e le associazioni umanitarie hanno lanciato una campagna di informazione per i migranti, con lo scopo di convincerli a beneficiare di questo dispositivo di aiuto anziché ostinarsi a rimanere a Calais, il punto di raccolta più vicino al Regno Unito, destinazione desiderata dalla maggior parte di loro.
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Migranti in fila questa mattina per lasciare Calais (Lapresse)

La campagna informativa sembra aver dato i suoi frutti e questa mattina molti uomini e donne sono arrivati nel centro di smistamento da dove gli autobus li porteranno nelle loro nuove destinazioni.

INTERVISTA «Il Muro di Calais? Alzato dai media» di Silvia Guzzetti (9/9)

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Migranti nella Giungla con i bagagli, 24 ottobre (Lapresse)

UNA SETTIMANA PER LO SGOMBERO. In totale, le autorità francesi prevedono che circa 60 autobus partiranno oggi con a bordo 50 persone ciascuno, domani sono attesi 45 autobus e mercoledì altri 40. In totale, le autorità francesi fanno sapere che nella "giungla" di Calais - come è stato ribattezzato il campo - ci siano tra le 6mila e le 8mila persone. Per questo le operazioni di trasferimento dovrebbero durare circa una settimana. Tutti i bambini e le famiglie - minoritari nel campo - saranno oggetto di particolare attenzione e cura al momento della selezione della destinazione. Qualora qualcuno abbia famiglia nel Regno Unito, sarà trasferito oltre Manica.

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Migranti lasciano la Giungla di Calais e il sogno di Londra (Lapresse)

IL MINISTRO: DOVERE UMANITARIO. "Lo smantellamento è un dovere umanitario per il nostro Paese. È il risultato di un impegno costante dello Stato per due anni a Calais, assieme ai funzionari locali e alle associazioni. Risponde a una situazione d'emergenza, ma anche alle attese di una città e dei suoi abitanti, che affrontano da più di cinque anni una crisi migratoria di grande entità. Avverrà in una sola volta, impiegheremo tutti i giorni necessari perché abbia successo". Lo ha dichiarato il ministro dell'Interno francese, Bernard Cazeneuve, in un'intervista a La voix du Nord.

REPORTAGE Calais, voci dalla Giungla di Gilberto Mastromatteo (27/9)

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Poliziotti in assetto antisommossa ieri sera a Calais (Lapresse)

SCONTRI CON CHI SI OPPONE. La questione più spinosa è costituita da coloro che non vorranno abbandonare il campo per il desiderio di attraversare il Canale della Manica. Il governo francese ha programmato un ingente dispiegamento di polizia, con il rinforzo di 2.000 agenti, per evitare che chi rimane si installi in altri campi di fortuna. Alcuni migranti più radicali si sono opposti agli spostamenti anche con la forza: gli agenti hanno utilizzato in questi scontri - l'ultimo si è verificato questa mattina - i gas lacrimogeni.

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Gli scontri della scorsa notte nella Giugna di Calais (Lapresse)






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